RIPARTENZA UCID BRESCIA: Una stagione autunnale densa di attività!

RIPARTENZA UCID BRESCIA: UNA STAGIONE AUTUNNALE DENSA DI ATTIVITA’

La vita associativa di UCID riparte sabato 11 settembre 2021 con un calendario ricco di appuntamenti, ogni incontro avrà luogo al Centro Pastorale Paolo VI e sarà così strutturato:

  • incontro tematico per i soci ed i loro invitati alle ore 18;
  • S. Messa alle ore 19:15;
  • cena alle ore 20.

Soci ed amici o conoscenti interessati alle tematiche dovranno comunicare la propria partecipazione entro il lunedì precedente all’incontro (es. per l’11 settembre la scadenza è lunedì 6), al fine di una migliore organizzazione anche alla luce delle misure di sicurezza.

Il periodo settembre – dicembre 2021 sarà così organizzato:

  • 11.09 → “Disagio giovanile post Covid”;
  • 25.09 → “Consiglio/ confronto congiunto tra UCID Brescia e Bergamo” (Franciacorta);
  • 11.10 → “I evento del ciclo di convegni UCID Bergamo e Brescia” (Sala Beretta);
  • 23.10 → “Nuove povertà”;
  • 20.11 → “Ambiente & Aria a Brescia”;
  • 18.12 → “Incontro prenatalizio con il Vescovo”

Appello mons. Tremolada per Timken: NESSUNO DEVE RESTARE SENZA LAVORO.

La mattina del 19 luglio in via Fiume Mella, a Villa Carcina, tutti i 106 lavoratori sono stati
licenziati senza alcun preavviso dalla TIMKEN, che nel 1996 si era insediata acquistando la
Carlo Gnutti.
La multinazionale statunitense ha affermato che «Questo cambiamento, per quanto difficile, è
necessario per ottimizzare le attività e riorganizzare l’assetto produttivo dell’azienda, con l’obiettivo
di servire al meglio i clienti globali».
I lavoratori Timken hanno iniziato il loro presidio all’interno dell’azienda dal momento dell’annuncio
della chiusura, una protesta pacifica ma significativa.

Immediate le prese di posizione di istituzioni, associazioni sindacali e imprenditoriali per
aprire un confronto con l’azienda al fine di evitare la chiusura immediata dello stabilimento e far
ricorso ai possibili ammortizzatori sociali per un adeguato numero di mesi, durante i quali
attenuare le ricadute sui lavoratori e sul territorio. Auspicato l’intervento dei ministeri competenti.
Nel giorno di Ferragosto, mons. Tremolada ha visitato il presidio e celebrato la messa a Cogozzo.

La nostra Ucid esprime convinta vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Timken e si
associa all’appello del vescovo di Brescia affinché “ la terra bresciana, con i suoi imprenditori,
le sue associazioni, le sue istituzioni si faccia carico di quanti non potranno proseguire in questa
azienda la loro attività lavorativa”.

Un appello prontamente accolto da tutte le parti interessate, peraltro già impegnate per elaborare concrete e fattibili proposte.
Il programmato incontro tra azienda e sindacati di lunedì prossimo potrebbe essere
l’occasione per dare concretezza a tali proposte.

PADRE MARCOLINI

“Ed egli fece e costruì per i senza lavoro e i senza tetto. Con genialità e tenacia, con la sapiente follia del Vangelo, dispensandosi, da cristiano prete oratoriano, in un lavoro senza riserve che in lui era fede e preghiera nei fratelli speranza.”

Stiamo parlando di padre Ottorino Marcolini (1897-1978), presbitero bresciano della Confederazione dell’oratorio di San Filippo Neri che si fece carico dei due più gravi problemi del dopoguerra: il lavoro e la casa. Questa è sicuramente la figura centrale dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, fondata nel 1947, di cui fu promotore così come contribuì e portò avanti numerose iniziative volte alla salvaguardia della dignità di ogni persona, la più conosciuta delle quali rimane senza dubbio l’opera di edificazione di case popolari.

Egli spesso scherzava definendosi “manovale di Dio”, epiteto che esprime molto bene il cuore della vita del sacerdote: un’unione tra l’essere uomo di Dio e la dedizione per progetti in favore dell’uomo.
Padre Ottorino Marcolini, una volta entrato nella Congregazione della Pace, iniziò il suo percorso sulla via di Cristo, per la quale era necessario “rinunciare a tutto per dare tutto agli altri” e lungo questo itinerario prese man mano forma il grande amore verso i problemi sociali; mentre in altri preti c’era una propensione prevalentemente culturale e religiosa, in lui era ben presente, all’indomani della guerra, la preoccupazione di dare alloggio e lavoro alla gente: ciò che lo ossessionava di più era la dignità dell’uomo. Oltre all’impegno nella progettazione e costruzione di abitazioni popolari, la sua volontà dunque era anche quella di dare lavoro per rendere il più possibile autonoma e indipendente la persona e l’idea di far nascere piccole imprese, specie da parte di chi operaio o muratore dimostrava capacità e spirito imprenditoriale, lo accompagnò fino alla fine della vita.

MARIA ASSUNTA IN CIELO

Agosto annovera un’altra importante ricorrenza che ripercorre la vita della Vergine e ne approfondisce l’opera di intercessione: il 15 è Maria Assunta in cielo.
Tale festa originariamente era designata col nome di “dormito Mariae” (il sonno di Maria), poiché ciò che si desiderava sottolineare è la sua ascensione al cielo non solo spirituale ma anche corporea; infatti, il Cristo Risorto ha manifestato la Sua vittoria sulla morte chiamando la Madonna alla vita eterna con tutta la sua umanità. Il prefazio della celebrazione dice: «Oggi la Vergine Maria, madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella gloria del cielo. In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza.
Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita».
Maria Assunta in cielo rinvigorisce il percorso di ogni credente perché è manifestazione della Verità, sicurezza che noi non siamo destinati a questo mondo ed infonde coraggio di fronte alle difficoltà e paure della quotidianità che rischiano di soffocarci e farci perdere di vista il traguardo autentico.
La Vergine salita in cielo con anima e corpo, cioè con tutta la sua umanità, è anche indizio di come siamo chiamati a vivere: stando nel mondo senza essere del mondo, avanzare con i piedi per terra ma gli occhi rivolti al cielo!

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